Dentifricio: una pasta che da sola non scorre
La pasta dentifricia scende a fatica per gravità verso la pompa. Serve un’alimentazione ben studiata, con una tubazione di aspirazione corta e di grande diametro. Una volta nella pompa, gli ingranaggi la spingono con un volume fisso a ogni giro.
I giri vanno tenuti bassi. La pasta ha bisogno di tempo per riempire i vani tra i denti degli ingranaggi, e un gruppo motoriduttore le dà quel tempo.
Cariche abrasive e aria nella pasta dentifricia
Le cariche lucidanti del dentifricio sono abrasive per natura. Lavorare a bassa velocità limita l’usura, e l’ufficio tecnico tiene conto della formula quando definisce l’esecuzione. L’aria è l’altro problema: una bolla nella pasta diventa un vuoto nel tubetto. Un circuito chiuso e pieno la tiene fuori.
Serie FX in acciaio inox: pulizia e cambio prodotto
La serie FX è interamente in acciaio inox lavorato dal pieno, si smonta completamente in pochi minuti ed è predisposta per il lavaggio C.I.P. Al cambio di gusto o di colore potete aprirla e controllare che non resti pasta. È la serie che di norma proponiamo per il dentifricio, e il modello va confermato dal nostro ufficio tecnico.
Per le linee che lavorano a temperatura controllata è disponibile la camicia di riscaldamento o raffreddamento.
Alimentare l’intubettatrice a portata costante
La portata della pompa è proporzionale ai giri. Legando la velocità al ritmo dell’intubettatrice, la tramoggia resta al livello giusto.
Chiamateci o scriveteci su WhatsApp con portata e caratteristiche della pasta. Vi risponde l’ufficio tecnico di Bologna, lo stesso che segue le linee per creme cosmetiche, shampoo e creme alimentari dense.



